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Visualizzazione dei post da ottobre, 2026

Dal cortile allo schermo - come è cambiata la guerra dei ragazzi

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Chi ha qualche anno in più ricorda i pomeriggi passati in cortile a “fare la guerra”: un bastone al posto del fucile, un muretto come trincea, corse, nascondigli, cadute, ginocchia sbucciate. Era un gioco violento solo nella finzione. Finiva quando qualcuno veniva chiamato per la merenda, e spesso con una litigata subito dimenticata. Oggi la guerra si gioca ancora, ma altrove: sullo schermo. E a molti insegnanti, genitori ed educatori sembra che qualcosa, nel passaggio, si sia perso. Soprattutto sembra che i ragazzi siano più nervosi, più irritabili, più pronti allo scontro. Il corpo che non si muove La differenza più evidente è la più semplice. Il gioco di una volta impegnava il corpo: si correva, si saltava, si misuravano le forze, si imparava fin dove si poteva spingere un compagno prima che il gioco diventasse una zuffa vera. Quel tipo di gioco, fatto di contatto, rincorse e regole inventate sul momento, era una vera palestra di autocontrollo. Il ragazzo scaricava energia, impar...