Memorie in Musica - Una chitarra che graffia l'anima
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Benvenuti ad un nuovo episodio di Memorie in Musica, il nostro viaggio attraverso i capolavori che hanno scolpito la storia del rock. Oggi ci immergiamo nelle profondità di un brano che, nella sua versione dal vivo, trascende la semplice canzone per diventare un'esperienza catartica: I'm so afraid dei Fleetwood Mac, così come la troviamo nel leggendario doppio LP dal vivo Fleetwood Mac Live.
Originariamente apparsa nell'opera Mirage del 1982, la versione studio di I'm so afraid è già un pezzo potente, intriso di una malinconia intrinseca. Ma è sul palco che questa composizione di Lindsey Buckingham si eleva a vette inaudite, trasformandosi in un'esplosione di emozioni crude e tensione palpabile. L'atmosfera che si crea durante l'esecuzione live è quasi tangibile: un'elettricità sottile che permea l'aria, carica di energia e presagi.
Fin dalle prime note, il brano avvolge l'ascoltatore in un'aura di inquietudine. La sezione ritmica di John McVie e Mick Fleetwood, pur solida come una roccia, assume una qualità quasi ipnotica, ponendo le fondamenta per l'edificio emotivo che sta per essere eretto. La voce di Buckingham, con la sua inconfondibile miscela di fragilità e forza, veicola il testo con una sincerità disarmante, esplorando le sfumature della paura, del dubbio e di un amore travagliato. È in questa vulnerabilità che risiede gran parte del fascino di I'm so afraid: la sensazione di assistere a uno sfogo personale, intimo, che risuona con le paure più recondite di ognuno di noi.
Ma se l'atmosfera e il lirismo sono già sufficienti a rendere il brano memorabile, è l'assolo di chitarra di Lindsey Buckingham a scolpirlo nella leggenda. Quella che inizia come una melodia evocativa, intrisa di blues e rock, si trasforma gradualmente in un crescendo di pura maestria. Buckingham non si limita a suonare delle note; egli "dipinge" un quadro sonoro con la sua chitarra. Ogni bending, ogni vibrazione, ogni sfumatura è intrisa di significato e intenzione.
L'assolo di I'm so afraid è un tour de force di tecnica e sentimento. Non è un assolo fatto di mera velocità o di ostentazione, ma un'esplorazione profonda delle possibilità espressive dello strumento. Buckingham modella il suono con una precisione chirurgica, passando da momenti di delicata introspezione a esplosioni di pura passione. Si ha la sensazione che stia lottando con i propri demoni interiori attraverso le corde della sua chitarra, e il risultato è catartico. Le note si susseguono in un crescendo emozionale, culminando in un finale che lascia senza fiato, un misto di liberazione e desolazione. È un assolo che ti afferra e non ti lascia andare, una dimostrazione lampante del perché Buckingham sia considerato uno dei più grandi chitarristi della storia del rock.
In definitiva, I'm so afraid nella sua incarnazione live è molto più di una canzone: è un'esperienza immersiva, un viaggio nell'animo umano attraverso il prisma del rock. Le atmosfere evocative e l'assolo mozzafiato di Lindsey Buckingham si fondono per creare un capolavoro che continua a risuonare, dimostrando la potenza duratura delle Memorie in Musica.
Sono rimasto soloTutti questi anni
Così tanti modi per contare le lacrime
Non cambio mai
Non lo farò
Ho così tanta paura di ciò che provo
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