Memorie in Musica ITALIA - Sogni infranti e tenere nostalgie
Con questo
articolo inizia una nuova serie intitolata Memorie
in Musica - ITALIA, dedicata a cinque perle della musica nostrana, e voglio inaugurarla con il brano che, secondo me, più di ogni altro
ha saputo catturare l'anima e le contraddizioni di un'intera generazione: I giardini di marzo di Lucio Battisti.
Questa canzone, pubblicata nel 1972 all'interno dell'album Umanamente uomo: il sogno, non è solo un capolavoro della musica
italiana, ma un vero e proprio affresco emozionale che continua a risuonare
potente nei cuori di chi l'ascolta.
I
giardini di marzo è l'emblema della fusione perfetta tra il genio
musicale di Lucio Battisti e la poetica raffinata e profonda di Mogol.
L'arrangiamento, curato da Battisti stesso insieme a Gian Piero Reverberi, prevede un'introduzione che evoca un senso di malinconia
e sospensione, come una nebbia che avvolge un ricordo; la voce di Battisti,
calda e vibrante, ci guida in un racconto che è al tempo stesso intimo e
universale.
Il testo di
Mogol è un capolavoro di suggestioni e immagini. Non è un racconto lineare, ma
un flusso di coscienza che mescola il ricordo dell'infanzia, l'innocenza
perduta e le difficoltà del presente. I "giardini di marzo" non sono
solo un luogo fisico che evoca la rinascita primaverile, ma un tempo sospeso,
un'oasi di pace e gioia che contrasta con la realtà. Attraverso
immagini semplici e quotidiane il brano diventa un viaggio nella memoria, in
cui l’ingenuità infantile si intreccia con la consapevolezza del tempo che
passa.
Al di là del
suo indubbio valore artistico, I giardini
di marzo fu un successo clamoroso, posizionandosi per mesi in cima alle
classifiche. Ma il suo successo più grande risiede nella sua longevità: ancora
oggi, a più di cinquant'anni dalla sua pubblicazione, la canzone viene
ascoltata, amata e reinterpretata da generazioni di artisti e appassionati. È
un inno alla malinconia costruttiva, a quella nostalgia che non paralizza ma
spinge a riflettere sul percorso della propria vita. È la testimonianza di
un'epoca in cui la musica italiana sapeva essere al tempo stesso popolare e
profondamente poetica, capace di parlare al cuore delle persone con una sincerità
disarmante.
Con I giardini di marzo, considerata una delle punte più alte della coppia Battisti-Mogol, spesso citata come esempio di perfetto equilibrio tra testo e musica, gli autori non ci hanno regalato solo una canzone, ma una parte di noi stessi, un eterno richiamo a quel "sogno" che, pur tra le difficoltà, non smette mai di fiorire. Questa serie Memorie in Musica - ITALIA non poteva che iniziare da qui, da questo inno alla vita, all'amore e alla nostalgia, che continua a illuminare di luce vivissima il panorama della musica leggera italiana.
Che anno è, che giorno è? Questo è il tempo di vivere con te Le mie mani come vedi non tremano più

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